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L’Inter lo supplica ma lui insiste per andarsene. Federico Dimarco racconta le sue personali motivazioni per andarsene in estate a causa di…
L’Inter lo supplica, ma lui insiste per andarsene. Federico Dimarco, uno dei simboli più amati della squadra nerazzurra, ha deciso che la prossima estate segnerà la fine della sua esperienza con il club. Una decisione difficile, sofferta, ma inevitabile secondo quanto racconta lo stesso giocatore. Dopo anni di fedeltà alla maglia, di lotte sul campo e di emozioni vissute con i tifosi, il terzino sinistro ha scelto di voltare pagina per motivi che vanno oltre il calcio giocato.
Dietro questa scelta non c’è una sola ragione, ma un insieme di fattori che hanno pesato nella sua decisione. Il primo, e più evidente, è la voglia di una nuova sfida. Dopo aver dato tutto per l’Inter, Dimarco sente il bisogno di mettersi alla prova in un nuovo contesto, magari all’estero, dove potrebbe confrontarsi con un altro tipo di calcio e di cultura sportiva. “Non è una questione di soldi o di contratti – spiega – ma di crescita personale. Voglio vedere fin dove posso arrivare, voglio misurarmi con altri campionati, altri avversari, altre mentalità”.
Un altro elemento determinante è la sua situazione personale. Cresciuto nel cuore di Milano e profondamente legato all’Inter, il terzino sa che questa scelta farà male a molti, ma ritiene che sia arrivato il momento di pensare anche a sé stesso. “Ho sempre messo la squadra davanti a tutto, ho sempre dato il massimo per questi colori, ma ora sento che ho bisogno di qualcosa di diverso. Non voglio lasciare male, voglio andarmene nel miglior modo possibile, con la testa alta e con il rispetto di tutti”.
I dirigenti nerazzurri hanno provato in ogni modo a convincerlo a restare. Giuseppe Marotta e Piero Ausilio gli hanno offerto un rinnovo di contratto a cifre da top player, con la garanzia di un ruolo centrale nella squadra del futuro. Anche Simone Inzaghi ha fatto di tutto per trattenerlo, sottolineando la sua importanza tattica e il valore umano all’interno dello spogliatoio. Ma niente ha scalfito la sua determinazione. “Non è una questione di soldi o di ruolo, non ho nulla da rimproverare a nessuno. L’Inter mi ha dato tutto e io ho dato tutto all’Inter. Ma c’è un momento in cui devi seguire il tuo istinto e il mio mi dice che è ora di cambiare”.
I tifosi sono divisi. Da un lato c’è chi lo capisce e lo rispetta, apprezzandone la sincerità e il percorso straordinario che lo ha portato dal settore giovanile al ruolo di titolare indiscusso della prima squadra. Dall’altro, c’è chi si sente tradito, soprattutto perché Dimarco è considerato uno di loro, un interista vero, cresciuto con il sogno di indossare quella maglia e diventato uno degli idoli della tifoseria. “So che molti non capiranno – ammette – e me ne dispiace. Ma il calcio è fatto anche di scelte difficili. Non mi dimenticherò mai quello che l’Inter ha fatto per me, né quello che ho vissuto con i tifosi”.
L’addio di Dimarco, se confermato, sarà un colpo durissimo per l’Inter. Oltre al valore tecnico del giocatore, che con le sue prestazioni ha conquistato un ruolo chiave nella squadra, c’è anche il lato emotivo della questione. Perdere un simbolo del genere significa privarsi di un pezzo di identità. La società dovrà ora lavorare su un piano alternativo per la fascia sinistra, valutando possibili sostituti all’altezza.
Dimarco non ha ancora svelato quale sarà la sua prossima destinazione. Diverse squadre europee, soprattutto in Premier League e Liga, hanno mostrato interesse. Il Manchester United, il Real Madrid e il Bayern Monaco sarebbero tra le più interessate, pronte a investire su di lui con offerte importanti. “Non ho ancora deciso, voglio prendermi il tempo necessario. La cosa certa è che darò tutto fino all’ultimo giorno con questa maglia, perché è quello che merita l’Inter”.
L’estate si avvicina e con essa il momento della separazione. Sarà un addio carico di emozioni, tra lacrime e applausi, con la consapevolezza che le strade si divideranno, ma il legame tra Dimarco e l’Inter non si spezzerà mai.
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